Il
10 novembre scorso, sei giovani volontari del Servizio Civile
Regionale hanno iniziato a prestare il loro servizio presso
la Fondazione C.Ri.D.A. per il progetto : “La solidarietà
per l’autonomia”.

Quattro di loro sono stati assegnati alla piscina Gescal per
accogliere e aiutare i disabili che dal lunedì al venerdì
frequentano la piscina sia per i trattamenti riabilitativi
che di supporto alla riabilitazione. Una volontaria è
stata assegnata alla struttura di via Pacchiani sede del presidio
riabilitativo della Fondazione e un altro giovane è
stato assegnato alla sede amministrativa di via Arcangeli
dove si trova la Direzione Sanitaria della Fondazione.
Pubblichiamo qualche foto dell’incontro avvenuto il
18 novembre al Teatro Verdi a Firenze con il Governatore della
Regione Enrico Rossi e i 1000 giovani che stanno prestando
il loro servizio come volontari.Riportiamo di seguito alcune
impressioni dei nostri volontari che hanno partecipato a questo
evento:

Ilaria:"L'incontro
con il Presidente della Regione Rossi è stato a mio
avviso occasione concreta di avvicinamento tra istituzioni
e giovani. Il messaggio di benvenuto e le varie testimonianze
dirette di vecchi e nuovi volontari del servizio civile, sono
ai miei occhi quasi passati in secondo piano rispetto alla
presentazione dei vari progetti che la Regione ha deciso di
mettere in campo per aiutare i giovani ad avvicinarsi ed inserirsi
nel mondo del lavoro. Parole tanto in voga come merito, diritti,
valorizzazione, autonomia, trovano in questi progetti uno
sbocco mettendo al centro i giovani attraverso esperienze
concrete e accessibili a tutti. Dell'incontro mi resta la
sensazione che il cambiamento sia possibile anche se non di
immediata attuazione e possa passare attraverso queste proposte
limitate nel tempo, prima fra tutte quella del servizio civile"
Alessio:“Come prima cosa, sono rimasto
colpito dalla grande affluenza di ragazzi al teatro, molto
positivo per l’immagine della nostra generazione, spesso
molto punzecchiata. Poi, ovviamente, è stato molto
educativo il faccia a faccia tra Enrico Rossi ed i tanti presenti
e soprattutto molto interessante esser venuto a conoscenza
dei progetti della Regione e degli aiuti che in futuro potranno
essere molto utili ai giovani come me, per entrare nel mondo
del lavoro. Sono felice di essere stato presente.”
Michela:“Ho visto molti ragazzi che
vogliono migliorare la loro vita con il volontariato e pochi
quelli che lo fanno solo per un fatto economico.
Per quanto riguarda il Progetto GiovaniSi, voglio dire che
ci sono molte iniziative, ma come possono fare quei ragazzi
che, come me, hanno appena 30 anni, una famiglia, un titolo
di studio, ma nessuno li vuole nel mondo del lavoro?
Voglio dire, infine, che è solo grazie alla Fondazione
CRiDA e al Servizio Civile, che io quest’anno ho un
lavoro! Ma solo per quest’anno.”
Marco:”L’incontro con Enrico
Rossi è stato molto interessante ed utile per farmi
capire come funziona il S.C.R. Mi ha fatto ipressione vedere
tanti giovai coinvolti”
Martina: “Con la giornata del 18 novembre
al Teatro Verdi di Firenze il presidente Rossi ha voluto salutare
noi giovani che per un anno ci impegneremo a prestare sevizio
civile in tutta la Regione. Il presidente ha sottolineato
l’importanza assoluta di questa esperienza, sostenendo
il progetto "Giovanisì" che, con varie misure,
aiuta noi ragazzi nel percorso di emancipazione verso la vita
autonoma." Grazie a tutti voi, per quello che fate per
la Toscana" : Rossi, con questa affermazione, ha voluto
ringraziarci e dimostrarci che si impegnerà a fare
questo viaggio insieme a noi. Personalmente ritengo che l'incontro
con il nostro presidente della Regione sia stato importante
e significativo, in quanto ha confermato la mia idea sul fatto
che l'esperienza che sto vivendo, mi aiuterà a crescere
e a formarmi, aprendomi gli occhi.”
La Fondazione C.Ri.D.A. ringrazia questi giovani per aver
scelto il nostro progetto e per la loro generosità
di mettere un anno della loro vita a disposizione di quanti
vivono l’esperienza della disabilità. Ci auguriamo
di crescere insieme consapevoli che i primi educatori sono
i disabili stessi che frequentano i nostri servizi o lavorano
per la Fondazione.
Il nostro grazie va anche alla Regione che ci ha dato questa
grande opportunità.
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