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Servizio "AUTONOMIA"

La fondazione CRiDA, con il Comune di Prato e la Asl n° 4 area pratese hanno istituito un servizio, denominato “Autonomia” in ambito Socio Sanitario rivolto a persone portatrici di handicap.

Il servizio viene attuato nella Piscina Comunale Gescal (Reggiana) si tratta di attività in acqua, mirata a mantenere o migliorare il più possibile una autonomia della persona.

Gli operatori che svolgono il trattamento frontale, sono altamente specializzati, con esperienza ormai trentennale.

Gli utenti interessati, possono attivare questo servizio, se minorenni presso l’U.O. di neuropsichiatria infantile; se maggiorenni presso la riabilitazione, entrambi nella struttura sanitaria Giovannini.

Il certificato medico rilasciato dalle struttura ASL, deve essere consegnato alla ns. Fondazione per l’attivazione del servizio “Autonomia.    

 

 

 
Servizio ATTIVITA' FISICA ADATTATA - AFA

ANALISI DEL CONTESTO

L'attività fisica adattata (AFA) è un programma di esercizi fisici, non sanitari, svolti in gruppo, predisposta per i cittadini affetti da sindromi algiche da ipomobilità e finalizzati al miglioramento degli stili di vita nella popolazione. Si svolge negli abituali contesti dell’attività sociale e viene effettuata da personale adeguatamente formato.
Il nostro Centro da alcuni anni segue gruppi di persone adulte che svolgono questo tipo di attività in palestra ed in acqua.

 

COS'E' L'AFA

“L’AFA non è un’attività riabilitativa, si colloca fra le attività preventive, al li­mite interviene nella fase cronica stabilizzata della malattia, quando il trattamento riabilitativo ha esau­rito il suo intervento. È ampia­mente dimostrato che in molte malattie croniche il circolo vizioso disabilità-sedentarietà-ulteriore disabilità possa essere spezzato con l’attuazione di adeguati pro­grammi di attività fisica regolare e continuata nel tempo. L’attività fi­sica viene adattata alle esigenze della persona disabile, alla patolo­gia da cui è affetta, allo stadio della malattia stessa, alle sue capacità, alla presenza o meno di controindicazioni e agli obiettivi del programma. Malgrado siano ormai noti i bene­fici del movimento fisico regolare e costante nelle persone anziane e con disabilità, sono ben poche le strutture nel nostro Paese in grado di offrire un programma di attività fisica che sappia adattarsi a queste esigenze particolari. L’AFA si occupa proprio di questo, e lo fa non solamente spezzando un circolo vizioso, ma creandone anche uno virtuoso. Uno stile di vita più attivo, a cui sono associati il miglioramento dell’umore e migliori relazioni fa­miliari e sociali, porta inevitabil­mente la persona ad avere una migliore massa muscolare, una miglior funzione cardiovascolare, un aumento della flessibilità arti­colare che, a loro volta, la aiutano a migliorare il senso dell’equilibrio, la fanno camminare meglio, ne aumentano considerevolmente la resistenza allo sforzo. Diminuiscono, quindi, le limitazioni funzionali sovrapposte e questo porta a una minore difficoltà nel compiere le attività della vita quo­tidiana necessarie per l’autonomia in casa e fuori. Si giunge quindi a una diminu­zione della disabilità sovrapposta e ciò permette di condurre uno stile di vita più attivo. Ed è così che il circolo virtuoso ri­comincia”.
Il progetto AFA è nato in Toscana dove ha avuto un rapido sviluppo, con il patrocinio dell’Istituto Supe­riore di Sanità. Ed esperienze analoghe si stanno fortunatamente sviluppando anche in altre regioni, tra queste possiamo citare il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna. Ciò che caratterizza davvero l’atti­vità fisica adattata è sì il tipo di at­tività proposta (la ‘dose’ dell’esercizio, l’adattamento alla patologia specifica, la continuità dell’intervento per tutto l’anno), ma anche il fatto che la gestione sia extrasanitaria. Anche se sempre con la supervisione e il controllo da parte dei sanitari.
Si tratta, in parole povere, di un in­tervento non sanitario e differente per modalità, attori e contenuti dallo specifico intervento propria­mente riabilitativo.

 

A CHI SI RIVOLGE

Sono ammissibili al servizio di attività fisica adattata (AFA) così come previsto dalla DGRT 595/05 , DGRT
1081/05, DGRT 1082/05 e DGRT 459/09 i cittadini residenti o domiciliati in uno dei comuni della provincia di
Prato affetti da sindromi algiche da ipomobilità o da esiti stabilizzati di patologia disabilitante.

L’accesso al servizio è proposto dal medico di medicina generale, dai medici specialisti o dal personale
dell’ equipe di riabilitazione, che sulla base della condizione di salute dell’assistito, consigliano/indicano la
partecipazione ad un programma AFA.
L’assistito sarà inoltre messo a conoscenza dell’elenco delle sedi in cui viene svolta l’AFA generica.
L’invio ai programmi AFA avviene con il supporto di un prestampato contenente le informazioni fondamentali sull’ attività (scheda B art.19).

 

SOGGETTI ATTUATORI E PROMOTORI

L’Azienda Usl 4 di Prato e la SdS Area Pratese sono i soggetti “promotori” dell’AFA.
Sono definiti “soggetti attuatori” gli enti, le associazioni e tutti i provider che hanno dato la loro disponibilità
formale all’attuazione dell’AFA come declinato dall’art.8 e dall’art.15 del presente regolamento.
Il servizio di AFA è disciplinato dalle DGRT 595/05, DGRT 1081/05 , DGRT 1082/05 e DGRT 459/09 e, per la
parte attuativa specifica nel territorio dell’Azienda Usl 4 di Prato, dal presente regolamento aziendale
approvato dalla Società della Salute Area Pratese (SdS)

 

SCANSIONI TEMPORALI

Il servizio offerto vuole reggere le proprie impalcature sulla qualità del servizio

  • Prevede una frequenza bisettimanale.
  • Ogni lezione ha la durata di 60 minuti.
  • Il periodo di svolgimento va da Settembre a Giugno dell’anno successivo.

 

OBIETTIVI GENERALI

Gli Obiettivi Generali possono essere così sintetizzati:

  • Garantire un intervento capillare sul territorio ed un’azione efficace su un numero sempre più ampio di cittadini.
  • Coinvolgere risposte presenti sul territorio per il raggiungimento di finalità sociali.
  • Attivare energie comunemente latenti in gruppi di popolazione anziana altrimenti inattiva.
  • Utilizzare competenze professionali non sanitarie per raggiungere obiettivi ad alta efficacia sanitaria.
  • Permettere di “desanitarizzare” parecchie condizioni parafisiologiche e proseguire un’attività motoria coordinata e, in qualche modo, supervisionata in soggetti che hanno seguito un trattamento riabilitativo e raggiunto un certo livello di salute.
  • Garantisce interventi capillari ed efficaci a costi estremamente limitati.
  • Assicura prestazioni con elevati effetti positivi, diretti nel campo fisico ed indiretti in campo psicologico, senza il ricorso a tecnologie.

 

 




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